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Wed, 19 Jan 2022 14:21:41 +0000
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La crisi climatica al centro del dibattito con Giorgio Parisi che entra a far parte dell'Alleanza dei Premi Nobel della FAO
Il vincitore del premio Nobel per la fisica del 2021 ha tenuto una conferenza dal titolo: "La scienza: il faro sul nostro futuro"

19/01/2022


Roma – La crisi climatica rappresenta una minaccia crescente per la nostra sicurezza alimentare. Oggi l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha dato il benvenuto al Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che entra a far parte dell'Alleanza dei Premi Nobel per la Sicurezza Alimentare e la Pace, organismo che mira ad amplificare il lavoro della FAO nella lotta contro la fame nel mondo.


Parisi è un esperto di sistemi complessi che sono difficili da riprodurre, come gli stormi di storni, il mercato azionario e il tempo. Originario di Roma, Parisi ha ricevuto il premio Nobel nel 2021 per "la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria". Ha condiviso il premio con Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann, due illustri meteorologi.


La fame nel mondo è in crescita dal 2014, soprattutto a causa dei conflitti armati, della crisi economica e della crisi climatica. Quest'ultima gioca un ruolo sempre più cruciale nel minare i sistemi di sussistenza e sarà una delle principali forze trainanti della futura insicurezza alimentare.


"Il lavoro del Professor Parisi contribuisce in modo significativo alla nostra comprensione della crisi climatica e a metterci in guardia sulle conseguenze del comportamento umano e dell'uso inadeguato delle risorse naturali", ha detto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu durante la cerimonia virtuale a Roma.


Parisi ha tenuto una conferenza dal titolo "La scienza: il faro sul nostro futuro", sostenendo che mentre la scienza può avere gli strumenti per affrontare molti dei problemi del mondo, ciò che è necessario è una maggiore determinazione e guida politica, soprattutto da parte dei paesi più ricchi. "È come guidare di notte: La scienza fa da faro, ma la responsabilità di non uscire di strada è di chi guida", ha detto Parisi.


La cerimonia ha visto anche l’intervento del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, che si è congratulato con Parisi per il premio Nobel e ha sottolineato il legame tra la crisi climatica e la sicurezza alimentare, e del premio Nobel per la pace 2006 Muhammad Yunus, cofondatore dell'Alleanza, che ha invitato i partecipanti a non lasciare che la pandemia COVID-19 distragga dalla minaccia rappresentata dal cambiamento climatico.


L’alleanza dei Premi Nobel


Nel 2016 la FAO ha istituito l’Alleanza dei Premi Nobel per la Sicurezza Alimentare e la Pace con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e incentivare attività a livello globale e nazionale, promuovendo i legami tra sicurezza alimentare e pace.


Un esempio dei risultati ottenuti viene dalla Repubblica Centrafricana dove, insieme al governo italiano e a due membri fondatori dell'Alleanza - Yunus e il Premio Nobel per la Pace 2011 Tawakkol Karman - la FAO sta lavorando ad un programma di riconciliazione e sviluppo che aiuta ad aumentare la produzione alimentare locale e contemporaneamente promuove il dialogo tra le parti coinvolte nel conflitto in corso.


L'Alleanza mira a sfruttare l’esperienza fatta nella Repubblica Centrafricana in altri paesi che affrontano le sfide della sicurezza alimentare e della nutrizione derivanti da conflitti armati o da situazioni post-conflittuali.


Per costruire e sostenere la pace, l'Alleanza sostiene l'importanza di aumentare gli investimenti nella sicurezza alimentare, nell'agricoltura, nei mezzi di sussistenza e nella costruzione della resilienza, assicurando al tempo stesso condizioni di partecipazione e di dialogo.


La FAO considera la crisi climatica una priorità istituzionale di primaria importanza e sta lavorando attivamente per rafforzare le capacità istituzionali e tecniche dei suoi membri e migliorare l'integrazione della sicurezza alimentare, dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca nell'agenda internazionale sul clima.

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