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Thu, 9 Apr 2015 10:44:36 +0200
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Contatto
Sarah Barden
Ufficio Stampa (Roma)
(+39) 06 570 56659
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In corso una campagna d’emergenza per la vaccinazione del bestiame lungo il confine tra Siria e Libano

Il propagarsi delle malattie animali attraverso i confini è in aumento
9 Aprile 2015, Roma - La preoccupazione per il diffondersi oltre-confine di malattie animali ad alto contagio sta crescendo in Libano e nei paesi limitrofi, dal momento che circa 1.5 milioni di rifugiati in fuga dal conflitto siriano hanno portato con loro un gran numero di pecore, capre, bovini ed altri animali non vaccinati, ha avvertito oggi la FAO.

L'Organizzazione sta al momento portando avanti la seconda fase di una campagna per vaccinare quanti più capi di bestiame possibile nel paese, con l'obiettivo di arrivare a vaccinare l'intero stock. Tuttavia, tale obiettivo si prevede non facile per via delle difficoltà nel raggiungere alcune delle aree più remote del paese e nell'acquisire la fiducia dei contadini e dei pastori che vi risiedono.

Il progetto fa seguito ad un riuscito programma iniziale di vaccinazione attuato l'anno scorso con lo scopo di arrestare il diffondersi di malattie animali. Entrambe le fasi sono state finanziate dal Dipartimento del Regno Unito per lo Sviluppo Internazionale (DFID).

La campagna di vaccinazione mira a ridurre il numero di animali che si ammalano o muoiono per malattie prevenibili, e a fornire protezione alle popolazioni vulnerabili che risiedono nelle aree rurali. Queste comunità stanno già vedendo un aumento delle pressioni sulle loro risorse naturali a conseguenza della crisi umanitaria in Siria. Quasi 70.000 mucche e circa 900.000 tra pecore e capre potrebbero essere esposte al rischio di malattie trans-frontaliere, se lasciate senza trattamento - afferma il Ministro dell'Agricoltura Libanese.

 "Il problema più comune che stiamo fronteggiando negli animali é la febbre," ha detto un contadino della Valle del Bekaa nel Libano Orientale. "Alcuni animali stanno morendo. E i nostri redditi ne risentono. Quest'anno il bestiame é stato vaccinato, quindi speriamo che i risultati si vedano presto," ha aggiunto. Il problema della febbre ha evidenziato l'importanza per ogni contadino di aver accesso a buone cure veterinarie nonché al supporto di personale veterinario adeguato.

"L'idea e' quella di ridurre il rischio di malattie, ed evitare cali della produttività dello stock nazionale di bestiame," ha affermato Maurice Saade, Rappresentante FAO in Libano. La FAO stima che oltre il 60% degli allevatori libanesi conta sugli animali da latte come prima fonte di reddito.

Diverse malattie animali<http://www.fao.org/ag/againfo/programmes/en/empres/diseases.asp> sono altamente contagiose e possono diffondersi molto rapidamente, indipendentemente dai confini nazionali. Possono provocare alti tassi di mortalità e di morbilità negli animali, e hanno pertanto serie implicazioni socio-economiche,  a volte anche sulla salute pubblica.

Le tre principali malattie animali rilevate in Libano comprendono la dermatite nodulare, l'afta epizootica e la peste dei piccoli ruminanti, anche conosciuta come "piaga delle capre", che è altamente contagiosa e caratterizzata da febbre, aftee, diarrea, rapida perdita di peso, polmonite ed un alto tasso di mortalità in un breve lasso di tempo.

Ad una conferenza<http://www.fao.org/news/story/en/item/282397/icode/> tenutasi all'inizio del mese, la FAO e l'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) hanno garantito il loro impegno nell'obiettivo di eradicare la piaga delle pecore e delle capre entro il 2030.

Un altro punto del piano di emergenza è quello di stabilire una rete di comunicazioni che possa connettere direttamente diversi centri d'osservazione in tutto il paese per realizzare un sistema di allerta preventiva, nel caso di rilevamento di nuove malattie.

Risorse naturali, redditi e mezzi di sussistenza gravemente colpiti dalla crisi siriana

Il Libano ha attualmente il più alto rapporto pro capite di rifugiati al mondo. Essi contano per un quarto della popolazione, e il loro arrivo ha visto raddoppiare i dati sulla disoccupazione.

La pressione che ne é derivata sulle risorse naturali e sui sistemi produttivi alimentari è particolarmente preoccupante, poiché il 25% della popolazione attiva in Libano é impiegata nel settore agricolo. Un numero enorme di persone come mai prima ha quindi bisogno di proteine animali e latte.

La FAO sta facendo appello per raccogliere urgentemente 32 milioni di dollari per il Libano, come parte di un più ampio progetto regionale per assistere i residenti e i rifugiati in Iraq, Libano e Turchia.

| leggi online<http://bit.ly/I6IVQC> |


[2015/50it]

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