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La FAO intensifica la lotta contro una grave infestazione parassitaria in Medio Oriente
Interventi rapidi ed ecologici contro la tignola del pomodoro
19 luglio 2012 - Roma, La FAO sta intensificando la lotta contro un insetto parassita del pomodoro che sta minacciando i raccolti nel Medio Oriente. Insieme ai governi dei paesi colpiti, la FAO promuove programmi ecologici di controllo delle infestazioni di tignola del pomodoro che sono già riusciti a minimizzarne i danni nell'area del Mediterraneo e nei paesi Nord-Africani.
L'agenzia ONU sta lavorando a un progetto sub-regionale di gestione della tignola del pomodoro - o Tuta absoluta - in Egitto, in Iran, in Iraq, in Giordania, in Siria e nello Yemen.
L'idea è mantenere il danno al minimo impiegando metodi ecologici e sostenibili dal punto di vista economico, riducendo quindi l'impiego di pesanti pesticidi ma impiegando invece nemici naturali e trappole di feromone "attract-and-kill" ("attrai ed uccidi").
La Tuta absoluta si ciba anche di varie altre piante della famiglia delle solanacee come le patate, le melanzane, i peperoni, i fagioli, ma il pomodoro è la coltivazione economicamente più importante della regione.
La piccola tignola di colore marroncino è stata introdotta per la prima volta nel 2006 in Spagna dal Sudamerica e si è diffusa poi nei paesi del bacino del Mediterraneo e in Medio Oriente - spingendosi al nord sino alla Svizzera, al sud sino al Marocco e all'Algeria, a oriente sino alla Turchia ed anche coinvolgendo i Paesi del golfo a sudest.
"La tignola del pomodoro si è rapidamente moltiplicata, oltrepassando con facilità i confini nazionali. Alcuni paesi sono riusciti a minimizzare l'abilità dell'insetto di riprodursi e a limitarne la diffusione e i danni alle coltivazioni. L'obiettivo della FAO è replicare questi successi adesso che l'infestazione si è spostata verso est e sudest", dice Khaled Alrouechdi, esperto FAO di controllo delle infestazioni parassitarie.
"Ci sono due motivi perché cerchiamo di ridurre la quantità di pesticidi usati: il primo è che un impiego massiccio di prodotti chimici non è sostenibile dal punto di vista ambientale. Il secondo è che la tignola del pomodoro ha cominciato a sviluppare resistenza agli insetticidi", spiega Alrouechdi.
Lotta antiparassitaria meno aggressiva
La FAO nei paesi colpiti ha impiegato programmi di Gestione Integrata delle Infestazioni (IPM l'acronimo inglese ndt) e sviluppato tecniche poco tossiche ed a costo contenuto per il controllo delle infestazioni parassitarie quali:
* un uso ridotto di pesticidi chimici privilegiando invece quelli naturali;
* trappole feromoniche che attraggono gli insetti imitando esemplari di sesso opposto per l'accoppiamento;
* il rilascio di nemici naturali (predatori e parassitoidi della tignola del pomodoro);
* l'impiego di schermi resistenti agli insetti e di doppie porte nelle serre;
* la gestione dei vivai con l'impiego di piantine sane, prive di insetti;
* l'eliminazione delle colture infestate e delle piante selvatiche ospiti;
* la rotazione delle colture con varietà diverse dalle solanacee, che non attraggono il parassita.
"Da tempo i feromoni vengono impiegati in diversi paesi per monitorare la presenza degli insetti e per intrappolarli in gran numero. E' una tecnica economica, facile da applicare e ben accetta dai contadini", prosegue Alrouechdi. "L'impiego di trappole feromoniche per eliminare ile infestazioni di parassiti usando quello che noi chiamiamo il metodo di "attrai e uccidi" è una delle nostre soluzioni più promettenti", aggiunge.
La FAO promuove la Gestione Integrata delle Infestazioni (IPM) per proteggere le coltivazioni e ridurre i rischi dei pesticidi, una strategia che offre agli agricoltori alternative valide e praticabili per gestire le infestazioni e gli ecosistemi agricoli per un futuro più sostenibile.
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