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Mozambico: serve un intervento immediato per ripristinare i settori dell’allevamento e della pesca colpiti dal ciclone Idai

La FAO si prepara ad assistere le comunità rurali a rilanciare la produzione agricola sconvolta dalle alluvioni
29 marzo 2019, Roma/Maputo - La vita e i mezzi di sostentamento di contadini e pescatori dei tre paesi dell'Africa meridionale colpiti dal ciclone Idai sono in grave pericolo, soprattutto in Mozambico. In un paese dove l'80 percento della popolazione vive di agricoltura, sarà fondamentale mantenere in vita il bestiame, ripristinare i campi e far ripartire la produzione alimentare man mano che le acque recedono - ha affermato oggi la FAO.

Ampie zone coltivate sono state inondate a poche settimane dall'inizio dei raccolti di mais e sorgo di aprile e maggio. Si stima che buona parte delle perdite si concentrerà nelle province mozambicane di Manica e Sofala, che normalmente forniscono circa un quarto della produzione nazionale di cereali.

Prima che il ciclone colpisse, circa metà della popolazione rurale del Mozambico aveva scorte di mais, cassava e fagioli per il consumo alimentare e per la semina; ora le inondazioni avranno inevitabilmente danneggiato buona parte delle scorte. Prima che il disastro colpisse, circa 1,8 milioni di persone erano afflitte da gravi forme di insicurezza alimentare, una cifra che potrebbe crescere man mano che l'entità dei danni diventa più chiara.

La FAO ha dichiarato la riposta al ciclone Idai in Mozambico una priorità assoluta e chiede una somma iniziale di 19 milioni di dollari per assistere le popolazioni colpite maggiormente nei prossimi tre mesi, concentrandosi nel ripristino della produzione alimentare locale e per fornire assistenza alle comunità di allevatori e di pescatori.

"Quando le acque si saranno ritirate, sarà fondamentale che il governo, la FAO e i suoi partner intervengano immediatamente" ha affermato Olman Serrano, Rappresentante dell'Organizzazione in Mozambico e coordinatore delle operazioni di emergenza della FAO nel paese. "Una volta stabilito come e quanta terra potrà essere riabilitata, ci occuperemo di acquistare e distribuire urgentemente le sementi così da permettere ai contadini di seminare per la seconda stagione agricola che inizia a ora, ad aprile".

Serrano ha sottolineato che la FAO e i suoi partner aiuteranno i contadini a prepararsi anche per la stagione principale di semina, a settembre, che sarà cruciale per la sicurezza alimentare dei mesi a seguire e per l'anno prossimo. Più nell'immediato è tuttavia prioritario salvare il bestiame, dal quale dipendono molte famiglie per cibo e reddito.

Il piano d'intervento prevede l'evacuazione degli animali e la fornitura di mangime e di servizi veterinari. Salvare una mucca dalla fame e dalle malattie costa circa 50 dollari, acquistare un capo nuovo può costare fino a 600 dollari.

Anche i pescatori hanno bisogno di assistenza immediata, soprattutto per quanto riguarda le attrezzature e le infrastrutture. La città portuale di Beira, in particolar modo, centro nevralgico del settore ittico del paese e punto di ingresso di oltre un milione di tonnellate di grano e riso<http://www.fao.org/giews/countrybrief/country.jsp?code=MOZ> ogni anno, ha subito la maggiore distruzione da parte del ciclone Idai.

Ristabilire l'accesso ai mercati per la popolazione - sia per l'acquisto di cibo che per la vendita del raccolto -  è un'altra priorità, che potrebbe beneficiare del programma FAO Cash+<http://www.fao.org/emergencies/resources/documents/resources-detail/en/c/1106391/>, grazie al quale piccoli contadini ricevono denaro contante in cambio di ore di lavoro per il ripristino di strade e infrastrutture.

Una comprensione migliore delle necessità della regione sarà possibile quando le acque si saranno ritirate e le immagini satellitari forniranno maggiori dettagli sullo stato dei pozzi di irrigazione, degli abbeveratoi per animali, delle infrastrutture agricole e della salute dei suoli.

Giunto in Mozambico all'indomani del disastro, Daniele Donati, Vicedirettore della divisione Emergenze e Resilienza della FAO, ha sottolineato come i cambiamenti climatici contribuiscano certamente alla comprensione della natura estrema del ciclone, oltre all'approccio agli aiuti umanitari: "Questi eventi ci spingono a espandere il concetto di interventi salva-vita, includendo la protezione dei mezzi di sostentamento. Normalizzare i mezzi di sussistenza è una priorità assoluta" ha affermato.


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[2019/38it]

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