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Christopher Matthews
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Appello FAO - La fine della malnutrizione deve essere una priorità
Inaccettabili i costi sociali ed economici
Roma, 4 giugno, 2013 - Denunciando gli enormi costi sociali ed economici della malnutrizione, il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha sollecitato un impegno più risoluto per sradicare fame e malnutrizione nel mondo.
Nel suo intervento per il lancio della pubblicazione annuale della FAO The State of Food and Agriculture<http://www.fao.org/docrep/018/i3300e/i3300e00.htm> - SOFA 2013<http://www.fao.org/docrep/018/i3300e/i3300e00.htm> ("Lo Stato dell'alimentazione e dell'agricoltura") Graziano da Silva ha dichiarato che anche se qualche progresso è stato fatto, "è ancora lunga strada da percorrere ".
"Il messaggio della FAO è che occorre lottare fino a quando fame e malnutrizione non saranno del tutto sradicate", ha dichiarato.
Nel rapporto Food systems for better nutrition ("Sistemi alimentari per una migliore nutrizione") si fa notare che se è vero che sono circa 870 milioni le persone che nel 2010-2012 soffrivano la fame, questa cifra rappresenta solo una piccola percentuale dei miliardi di persone la cui salute, il cui benessere e la cui vita sono messi a repentaglio dalla malnutrizione.
Secondo il rapporto SOFA 2013, sono circa due miliardi le persone che soffrono di una o più carenze di micronutrienti, mentre 1,4 miliardi sono in sovrappeso, di cui 500 milioni obesi. Il 26% dei bambini al di sotto dei cinque anni sono rachitici e presentano disturbi della crescita e il 31% di essi soffre di carenza di vitamina A.
Una situazione inaccettabile
Il costo della malnutrizione per l'economia globale, in termini di perdita di produttività e di costi sanitari sono "alti in modo inaccettabile" e in alcuni casi rappresentano fino al 5% del prodotto interno lordo globale - 3.500 miliardi dollari, vale a dire 500 dollari a persona. Questa cifra è quasi l'intero PIL annuo della Germania, la più grande economia d'Europa.
Sul piano sociale, la malnutrizione infantile e materna continua a minare la qualità e l'aspettativa di vita di milioni di persone, mentre i problemi di salute correlati all'obesità, ad esempio le malattie cardiache e il diabete, colpiscono altri milioni di persone.
Per combattere la malnutrizione, il SOFA sostiene che una dieta sana ha inizio dalla qualità degli alimenti e da corretti sistemi agricoli. Il rapporto evidenzia che il modo in cui coltiviamo, raccogliamo, trasformiamo, trasportiamo e distribuiamo i prodotti alimentari influisce in modo determinante su ciò che mangiamo, e che migliori sistemi alimentari possono rendere il cibo più accessibile, più vario e più nutriente.
Tra le raccomandazioni specifiche contenute nel rapporto:
• Impiegare politiche agricole, investimenti e ricerca appropriati, per incrementare la produttività non solo di cereali di base come il mais, il riso e il grano, ma anche dei legumi, della carne, del latte, della frutta e verdura, tutti alimenti ricchi di sostanze nutritive.
• Tagliare le perdite e gli sprechi, che si calcola oggi ammontino a circa un terzo del cibo prodotto annualmente per il consumo umano. Questo potrebbe contribuire a rendere il cibo più accessibile e abbordabile, oltre a ridurre la pressione sul suolo e sulle altre risorse.
• Migliorare la qualità nutrizionale della filiera alimentare, aumentando la disponibilità e l'accessibilità a una grande varietà di alimenti. Sistemi alimentari organizzati correttamente sono fondamentali per avere diete più sane e diversificate.
• Aiutare i consumatori a fare delle buone scelte alimentari fornendo maggiori informazioni ed educazione sul cibo.
• Migliorare la qualità nutrizionale degli alimenti attraverso un loro rafforzamento e una loro riformulazione.
• Rendere i sistemi alimentari più rispondenti alle esigenze delle madri e dei bambini. La malnutrizione durante i critici "primi 1000 giorni" dal concepimento può causare danni permanenti alla salute delle donne, e nei bambini, disabilità fisica e cognitiva.
Il ruolo delle donne
Secondo il rapporto conferendo alle donne un maggiore controllo sulle risorse e sul reddito, si otterrebbero benefici immediati per la loro salute e per quella dei loro figli. Politiche, interventi e investimenti in tecnologie agricole di risparmio di manodopera e nelle infrastrutture rurali, oltre a sistemi di protezione sociale e servizi, possono anche dare un contributo importante alla salute e alla nutrizione delle donne, dei neonati e dei bambini.
Alcuni progetti sono riusciti a far aumentare i livelli di nutrizione, tra questi alcuni che hanno favorito l'incremento della produzione, della commercializzazione e del consumo di verdure e legumi locali in Africa orientale, altri che hanno promosso la creazione di orti domestici in Africa occidentale e di sistemi agricoli che uniscono la coltivazione di verdure con l'allevamento del bestiame, insieme ad attività generatrici di reddito, in alcuni paesi asiatici; altri ancora che hanno incoraggiato l'allevamento di colture di base, come le patate dolci, per aumentare il contenuto di micronutrienti, e le partnership pubblico-privato per arricchire prodotti come lo yogurt o l'olio da cucina con sostanze nutritive.
Secondo il rapporto far sì che i sistemi alimentari migliorino la nutrizione è un compito complesso, che richiede un forte impegno politico e una capacità di leadership ai livelli più alti, oltre a partenariati di ampio respiro e azioni coordinate con altri settori importanti come la sanità e l'istruzione.
"Un gran numero di attori e istituzioni devono lavorare insieme, in tutti i settori, per riuscire a ridurre in modo più efficace la sotto-nutrizione, la carenza di micronutrienti, ed anche il sovrappeso e l'obesità", si legge nel rapporto.
"E' dunque un'assoluta priorità istituire una governance dei sistemi alimentari che fornisca leadership, che coordini in modo efficace e che promuova la collaborazione tra i tanti soggetti coinvolti".
[2013/64/it]
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