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Contatto

Fiona Winward
Uffico Stampa FAO (Roma)
(+39) 06 570 56935
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Contributo del Regno Unito a favore degli interventi FAO in Siria e in Libano

L’Agenzia per lo Sviluppo britannica dona 10 milioni di sterline per progetti umanitari
Roma, 21 ottobre 2013 - Il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito (DFID) ha deciso di donare 10 milioni di sterline a sostegno dei progetti umanitari della FAO in Siria e in Libano.

Parte del contributo del Regno Unito sarà destinato al potenziamento della produzione di grano invernale e di orzo in Siria, dove oltre 4 milioni di persone soffrano d'insicurezza alimentare.

Il conflitto in atto ha colpito duramente la produzione alimentare del paese. Molti agricoltori avevano fatto affidamento su sementi e fertilizzanti forniti dal governo, ma ora è difficile trovare semi di buona qualità e i prezzi stanno rapidamente aumentando.

Recenti stime della FAO e del Programma alimentare mondiale (PAM) indicano che quest'anno la produzione di grano calerà, attestandosi intorno a 2,4 milioni di tonnellate, circa il 40 per cento in meno rispetto ai livelli pre-conflitto. E la situazione è destinata a peggiorare dal momento che il conflitto continua.

L'obiettivo della FAO è di portare assistenza a 25.000 famiglie di agricoltori colpiti dalla crisi, nelle principali zone di produzione di cereali del paese. Le famiglie riceveranno sementi di grano e di orzo, che saranno distribuite da partner locali ancora in grado di raggiungere gli agricoltori in queste zone.

Grazie ai fondi del Regno Unito, ognuno di questi nuclei familiari riceverà le sementi necessarie per coltivare un ettaro di terra nella tradizionale stagione di semina, che va da ottobre a dicembre.

I raccolti saranno a maggio e giugno e dovrebbero essere sufficienti a coprire i bisogni alimentari di base delle famiglie per i successivi 12 mesi. Le famiglie saranno inoltre in grado di integrare il proprio reddito con la vendita delle eccedenze.

"Gli agricoltori hanno già subito le conseguenze di due cattivi raccolti, con pesanti ricadute sulla loro sicurezza alimentare e sul loro reddito", ha detto Eriko Hibi, responsabile degli interventi della FAO in Siria. "Questo aiuto per la stagione di semina 2013-2014 rappresenta un'ancora di salvezza fondamentale per queste famiglie rurali colpite dal conflitto e contribuirà al processo di ripresa del settore agricolo, di vitale importanza per il fabbisogno di cibo presente e futuro del paese".

Si diffondono le epidemie animali

Il rimanente contributo del Regno Unito sarà destinato ai programmi FAO di vaccinazione del bestiame in Libano, in aree confinanti con la Siria, dove vi sono stati massicci afflussi di profughi siriani in fuga dal conflitto.

Molti rifugiati sono arrivati ​​con pecore, capre e bovini da latte non vaccinati, ed è alto il rischio d'insorgenza di malattie e infezioni causato dalle trasmigrazioni di animali.

Il bestiame è uno dei pilastri dell'economia rurale in Libano, e una diffusione incontrollata di malattie potrebbe paralizzare il settore agricolo del paese. Il programma a favore delle vaccinazioni contribuirà a ridurre i rischi che ciò possa accadere.

A gennaio il paese ha registrato il primo focolaio di Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini, e da allora il virus si è diffuso in tutta la zona di confine. La malattia, che è trasmessa dagli insetti, prende il nome dalle tumefazioni dolorose che provoca sulla pelle degli animali, e causa la morte di circa il 20-30 per cento dei bovini infetti.

E' inoltre fonte di grande preoccupazione il rischio crescente di malattie come la brucellosi e la rabbia, entrambe possono essere trasmesse agli esseri umani, così come dell'afta epizootica, del vaiolo ovino e caprino, e della peste dei piccoli ruminanti.

Tutte queste malattie possono colpire ed uccidere il bestiame, gravando sui redditi, sui mezzi di sussistenza e sul commercio, riducendo le scorte di cibo a disposizione e con conseguenze negative per la nutrizione e la salute pubblica.

La FAO collaborerà con il Ministero dell'Agricoltura libanese per potenziare il suo programma di vaccinazioni già esistente e proteggere circa 58.000 bovini, 277.000 pecore e 424.000 capre.

Il progetto fornirà inoltre a circa 2.300 agricoltori tra i più vulnerabili mangimi, in risposta ai  loro attuali prezzi elevati e alla forte concorrenza per i pascoli.

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