La tecnologia mobile in Iraq aiuta a trasferire denaro alle famiglie rurali colpite dal conflitto
Un programma FAO di denaro in cambio di lavoro incoraggia le famiglie sfollate a tornare a casa
2 agosto 2017, Erbil, Iraq - Molte famiglie rurali vulnerabili in
Iraq potranno beneficiare di un strumento più sicuro per ricevere pagamenti grazie alla tecnologia mobile per il trasferimento di denaro adottata per la prima volta dalla FAO come parte di un programma
cash-for-work (denaro in cambio di lavoro), che mira a riabilitare le infrastrutture agricole e la terra.
Il programma, finanziato dal Governo belga, sosterrà 12 mila persone colpite dal conflitto in 30 villaggi nei governatorati di Kirkuk, Anbar, Salah al-Din e Ninewa. In particolare, il programma beneficerà contadini locali permettendo loro di riavviare o espandere
la produzione agricola grazie a infrastrutture finalmente ripristinate, oltre a fornire nuove opportunità di sostentamento agli sfollati di ritorno a casa.
I partecipanti provengono da famiglie che non hanno altra fonte di reddito e includono donne - che spesso sono le uniche a poter provvedere ai bisogni della famiglia- e persone con disabilità. - che spesso sono le uniche a poter provvedere ai bisogni della
famiglia- e persone con disabilità. I lavoratori e le loro famiglie sono persone che sono rimaste nei villaggi durante il conflitto oppure che sono rientrate dopo essere state sfollate dai combattimenti.
"L'utilizzo di tecnologia mobile permetterà di semplificare il trasferimento sicuro di denaro ai partecipanti, che sono tra le persone più vulnerabili del paese" ha affermato Fadel El-Zubi, Rappresentante della FAO in Iraq. "Offrire opportunità di guadagno
nelle zone rurali colpite dal conflitto è fondamentale. Qui la competizione per un impiego è alta, le opportunità sono scarse e le persone hanno difficoltà a sostenere le loro famiglie."
Collaborazione internazionale
Per facilitare i pagamenti la FAO ha stretto un accordo di collaborazione con Zain, un fornitore di servizi mobile attivo in otto paesi nel Medio Oriente e in Africa. I nomi e i dettagli dei partecipanti sono pre-registrati dalla compagnia, la quale fornisce
gratuitamente una SIM-card. Una volta completate un certo numero di ore di lavoro, ogni lavoratore riceve un messaggio con un codice di sicurezza privato grazie al quale può ritirare la propria paga presso uno qualsiasi degli agenti certificati per il trasferimento
di denaro.
"Oltre a fornire una fonte vitale di guadagno, il programma migliorerà la produzione agricola nelle comunità circostanti attraverso iniziative per la riabilitazione dei canali per l'irrigazione e preparando i terreni per la semina" ha affermato El-Zubi. "Questo
incoraggerà membri delle comunità ancora sfollati a tornare a casa e a riprendere il lavoro nei campi. Lo scopo della FAO è quello di ridurre la loro dipendenza dagli aiuti umanitari".
Circa 12 milioni di iracheni vivono in aree rurali e dipendono dall'agricoltura per i loro mezzi di sussistenza. Anni di conflitto hanno distrutto o danneggiato i raccolti, le attrezzature, le infrastrutture, il bestiame, le sementi e le scorte di cibo - e
lasciato 3,2 milioni di iracheni in situazione di insicurezza alimentare. A luglio 2017, oltre 3,3 milioni di persone risultano sfollate all' interno del paese, mentre circa due milioni sono rientrate a casa.
Serve un maggiore sostegno
Mentre il governo iracheno riprende il controllo di nuove aree del paese, serve un maggiore impegno per rimettere in piedi infrastrutture critiche per l'agricoltura, così che la produzione possa ricominciare e i mezzi di sussistenza essere ripristinati.
La FAO ha bisogno con urgenza di 74,5 milioni di dollari per assistere 1,39 milioni di persone nel 2017, riabilitando le infrastrutture agricole danneggiate, aiutando gli allevatori a vaccinare e nutrire il bestiame, e espandendo programmi per la generazione
di reddito del tipo cash-for-work o simili. Il lavoro della FAO, in coordinamento con il Governo iracheno, sostiene le famiglie che ritornano nei territori riconquistati, gli sfollati interni, le comunità ospiti e i rifugiati dalla Siria.
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