|
La fame in zone di conflitto continua ad intensificarsi
La FAO e il WFP aggiornano il Consiglio di Sicurezza dell’ONU sugli “hot spot” di insicurezza alimentare e sulla necessità di sostegno umanitario continuato
29 gennaio 2018, Roma – La sicurezza alimentare nelle zone colpite da conflitto continua
a deteriorarsi, e lo sforzo per portare cibo e sostegno ai mezzi di sussistenza nelle comunità colpite rimane di estrema importanza, hanno affermato la FAO e il WFP al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
L’ultimo rapporto per il Consiglio sull’insicurezza
alimentare copre 16 paesi: Afghanistan, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Guinea-Bissau, Haiti, Iraq, Libano (per la situazione dei rifugiati siriani), Liberia, Mali, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Repubblica Araba Siriana, Ucraina
e Yemen, oltre alla regione transfrontaliera del bacino del lago Ciad.
In metà di queste zone, fa notare il rapporto, un quarto o più della popolazione è colpita da situazioni di insicurezza alimentare a livello di “crisi” o di “emergenza”, secondo le categorie della
Scala IPC per la classificazione dell’insicurezza alimentare.
Nello specifico:
|
Paesi dove oltre ¼ della popolazione soffre di fame acuta
|
% di popolazione colpita
|
Numero di persone colpite
|
|
Yemen
|
60%
|
17 milioni
|
|
Sud Sudan
|
45%
|
4,8 milioni
|
|
Siria
|
33%
|
6,5 milioni
|
|
Libano
|
33% (due to large numbers of Syrian refugees)
|
1,9 milioni
|
|
Repubblica Centrafricana
|
30%
|
1,1 milioni
|
|
Ucraina
|
26%
|
1,2 milioni
|
|
Afghanistan
|
25%
|
7,6 milioni
|
|
Somalia
|
25%
|
3,1 milioni
|
Ma questi non sono gli unici paesi a destare una seria preoccupazione.
Nella Repubblica Democratica del Congo – dove la grave situazione di insicurezza alimentare è stata adombrata da crisi in altre regioni dell’Africa – la situazione si sta rapidamente deteriorando, avvisa il rapporto: l’11% della popolazione è in fase IPC di
“crisi” o superiore, con fino a 7,7 milioni di persone colpite da una situazione di fame acuta.
In Sudan, 3,8 milioni di persone sono in fase IPC di “crisi” o superiore; in Iraq 3,2 milioni di persone; 2,9 nel bacino del Lago Ciad; 1,8 e 1,3 milioni rispettivamente in Burundi e Haiti. (Leggi
il rapporto FAO-WFP completo).
Il conflitto favorisce la fame
C’è un elemento comune a tutte le differenti situazioni di insicurezza alimentare nei 16 paesi monitorati: il conflitto.
L’intensificazione dei conflitti è la causa principale alla base del recente aumento della fame nel mondo dopo decenni di costante declino, secondo l’ultimo
rapporto delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare globale.
Il numero di persone colpite dalla fame è salito a 815 milioni nel 2016, quando nel 2015 erano 777 milioni sottolinea il rapporto pubblicato lo scorso ottobre. La maggior parte degli affamati – 489 milioni di persone – vive in zone di conflitto.
La sicurezza alimentare è essenziale alla pace
Il rapporto FAO-WFP è l’aggiornamento più recente che le due agenzie forniscono su base semestrale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU riguardo alla sicurezza alimentare nei paesi formalmente monitorati.
L’ iniziativa rientra in un più ampio sforzo per monitorare le crisi alimentari a livello globale e fornire una risposta coordinata, come riportato dal
Global Report on Food Crisis
and its associated Global Network Against Food Crises.
Lanciato inizialmente dalla FAO, dal WFP e dall’ Unione Europea, questo esercizio vede ora il coinvolgimento di una rete di partner e donatori che includono:
il Famine Early Warning Systems Network (FEWS NET), la FAO,
l’Africa’s Intergovernmental Authority (IGAD),
The Permanent Interstate Committee for Drought Control in the Sahel
(CILSS), UNICEF, l’Ufficio
ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), il WFP e USAID.
Lo sforzo riflette il nuovo consenso
sul fatto che per raggiungere uno sviluppo sostenibile, la sicurezza alimentare e gli obiettivi in materia di nutrizione, l’azione a sostegno di mezzi di sussistenza resilienti (e quindi in grado di affrontare shock) devono essere combinati con attività di
peace-building e di risoluzione dei conflitti. Investire nella sicurezza alimentare può rafforzare gli sforzi per prevenire situazioni di conflitto e raggiungere una pace duratura.
|
|
[2018/08it]
Per giornalisti ed editori:
Per foto, clip audio, materiale video/b-roll, contattare: (+39) 06 570 53625 o
[log in to unmask].
Strumenti online:
Foto sulla pagina Flickr di FAOnews
Sala stampa FAO online
Feed RSS dei
comunicati stampa FAO
Seguiteci su twitter: @FAOnews
| @grazianodasilva
Questo comunicato stampa è pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione
e l’Agricoltura (FAO). Per cancellare la propria iscrizione a questo servizio, cliccare sul link in basso oppure inviare un’ e-mail a:
[log in to unmask]
indicando solamente "signoff Media-G-Eng-L" nel corpo del messaggio. E’ anche possibile gestire le proprie iscrizioni online cliccando
qui.
Per ricevere i comunicati in formato semplice (plain text) invece che in HTML, contattateci.
FAO | Viale delle Terme di Caracalla, 00153 Roma, Italia | (+39) 06 570 53625 |
www.fao.org
|