
Rapporto ONU: ridurre i costi commerciali può contribuire a guidare lo sviluppo sostenibile
La “Situazione dei mercati dei prodotti agricoli di base” pubblicata dalla FAO illustra come poter migliorare il contributo del commercio
28/06/2022
Roma – Un sistema agroalimentare mondiale solido e ben integrato può aiutare tutti i paesi a raccogliere sfide senza precedenti, come evidenziato durante la pandemia da COVID-19 all'inizio del 2020, quando i mercati agroalimentari mondiali
si sono dimostrati molto resilienti.
"Un commercio efficiente può promuovere la sicurezza alimentare mondiale e una nutrizione migliore", ha affermato oggi QU Dongyu, Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) in occasione dell’evento di
lancio de “La situazione dei mercati dei prodotti agricoli di base 2022” (SOCO 2022), pubblicazione faro della
FAO.
“Il commercio può anche aiutare i sistemi agroalimentari mondiali a usare risorse naturali limitate, come suolo e acqua, in modo più efficace e sostenibile e contribuire a diffondere in tutto il mondo le moderne tecnologie”, ha aggiunto.
La guerra in corso in Ucraina, che colpisce un’area geografica di grande importanza per la sicurezza alimentare mondiale, aumenta sia l’incertezza che il rischio di frammentazione dei mercati agroalimentari mondiali, ingigantendo le minacce causate dalla fame,
già molto alte a causa del COVID-19, di paesi in conflitto e di crisi umanitarie in tutto il mondo.
Il rapporto SOCO, nella sua nuova edizione, esamina come il rafforzamento reciproco degli sforzi multilaterali e regionali possa contribuire ad affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile di oggi e del futuro. Lo fa con un occhio ai mercati agroalimentari
mondiali, alla resilienza dei sistemi agroalimentari, alla crescita economica e ai risultati ambientali, con la consapevolezza che non ci si può aspettare che le politiche commerciali, che richiedono misure complementari, possano affrontare integralmente tutti
i compromessi che ne derivano.
Nell’elaborare il rapporto SOCO, la FAO ha condotto esercizi di modellizzazione per individuare modelli tra flussi commerciali bilaterali, prezzi relativi e barriere geografiche, nonché i fattori chiave del commercio, come il vantaggio comparativo e i costi
commerciali. I risultati del rapporto saranno discussi nell’imminente 75° sessione di luglio 2022 del
Comitato sui problemi dei prodotti di base, il comitato tecnico della FAO di più lunga data.
Mappatura del panorama commerciale
La globalizzazione dei mercati agroalimentari ha sollevato preoccupazioni riguardo alle conseguenze del commercio su ambiente e società.
Attualmente, il contesto della politica commerciale è caratterizzato da lenti progressi nei negoziati commerciali multilaterali all’interno dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e da una proliferazione di accordi commerciali regionali più profondi
che mirano, oltre all'accesso al mercato, a promuovere la convergenza dei regolamenti e delle politiche nazionali fra i loro firmatari.
Il rapporto ha lo scopo di guidare i decisori politici per trovare strategie volte a garantire che le politiche commerciali salvaguardino la nutrizione e la sicurezza alimentare mondiale, rispettino l'ambiente e si rafforzino contro situazioni di crisi come
conflitti, pandemie e condizioni meteorologiche estreme.
Oggi, un numero maggiore di paesi commerciano tra loro e il mercato agroalimentare mondiale è più equilibrato rispetto al 1995. Tuttavia, la geografia commerciale mappata nel rapporto SOCO 2022 evidenzia, nonostante la crescita della ricchezza globale, come
la fetta attribuita ai paesi a basso reddito non sia cambiata molto e come i divari di produttività agricola tra i paesi possano essere enormi.
Con il processo di globalizzazione che perde slancio dal 2008, l'integrazione regionale del commercio agroalimentare è diventata più pronunciata, spesso a seguito di accordi commerciali, e promossa da fattori come la vicinanza geografica e preferenze analoghe.
Tuttavia, fino a poco tempo fa, ciò è stato meno vero nell’Africa subsahariana.
Uno dei motivi è che i maggiori costi commerciali – legati a tariffe, assicurazioni, procedure di esportazione e importazione, ritardi alle frontiere e necessità di rispettare numerose misure e norme non tariffarie – possono ostacolare l'integrazione e influenzare
la trasformazione strutturale delle economie. Nei paesi a basso reddito, i costi commerciali possono far aumentare il prezzo del prodotto finale del 400% in più, cifra molto più elevata rispetto ai beni scambiati tra paesi ad alto reddito.
In questo contesto, l'avvento della Zona continentale di libero scambio per l'Africa (AfCFTA) sarà importante per la crescita economica e lo sviluppo dell’area geografica. Tuttavia, è necessario stabilire politiche complementari per lo sviluppo del vantaggio
comparativo senza emarginare i piccoli agricoltori che sono ostacolati nella loro capacità di migliorare l'efficienza e di competere in mercati più aperti.
Un altro aspetto importante del rapporto è il valore – in termini di riduzione della vulnerabilità a choc potenziali – della diversificazione dei partner commerciali, in particolare per i paesi a elevata dipendenza dalle importazioni alimentari.
A livello mondiale, il commercio agroalimentare può migliorare l'efficienza dell'uso del suolo e dell'acqua, ma può anche essere causa di conseguenze negative sull’ambiente. Le norme commerciali multilaterali e il crescente numero di accordi commerciali regionali
permettono di applicare disposizioni in materia ambientale che, se giuridicamente vincolanti, possono contribuire ad affrontare le conseguenze del commercio sull’ambiente.
Tuttavia, il rapporto afferma che le esternalità ambientali mondiali, come le emissioni di gas a effetto serra e i cambiamenti climatici, sono affrontate in modo più efficace attraverso approcci multilaterali con regole commerciali che aiutano ad ampliare la
portata di politiche che tengono conto dei costi totali di tali conseguenze.
Il rapporto SOCO, pubblicato ogni due anni, presenta in modo obiettivo e accessibile le problematiche del mercato dei prodotti di base ai decisori politici, agli osservatori di tale mercato e alle parti interessate ai suoi sviluppi, nonché alle relative conseguenze
su paesi con livelli diversi di sviluppo economico.
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